Perché diciamo no al disegno di legge Pillon

1 novembre 2018
[red]

Il 10 Novembre 2018 si svolgerà una manifestazione a Cagliari in Piazza Garibaldi alle ore 17.00 indetta dal coordinamento cagliaritano contro il disegno di legge Pillon a cui aderisce anche il manifesto sardo. Pubblichiamo l’appello alla mobilitazione (red).

Un disegno di legge che come dichiara la stessa ONU : “introdurrebbe disposizioni che potrebbero comportare una grave regressione, alimentando la disuguaglianza e la discriminazione basate sul genere, e privando le vittime di violenza domestica di importanti protezioni”.

Il disegno di legge incide pesantemente sulla vita dei minori, mette a rischio le donne che vogliono uscire da relazioni violente, incrementa il conflitto e allunga i tempi di separazione dei coniugi, non considera le disparità economiche ancora presenti tra i generi in Italia e costituisce una pesante ingerenza dello Stato nelle scelte di vita delle persone.

Firmiamo tutti e tutte la petizione sul sito change.org lanciata dalla rete D.I.R.E che ne chiede l’immediato ritiro! Qui il link: https://www.change.org/p/il-ddl-pillon-su-separazione-e-affido-va-ritirato-giuseppeconteit-luigidimaio-alfonsobonafede-matteosalvinimi

Diciamo: NO alla mediazione obbligatoria e a pagamento ,vietata peraltro dalla Convenzione di Istanbul nei casi di violenza domestica. Inoltre la mediazione essendo a pagamento e senza possibilità di beneficiare del gratuito patrocinio, diventerebbe una spesa onerosa per i genitori meno abbienti.
NO ai tempi paritari e alla doppia domiciliazione del minore che dovrà dividersi tra la casa del padre e della madre per un numero di giorni stabilito dal tribunale che siano almeno 12 al mese, non tenendo conto dell’ interesse e dell’età del minore stesso.
NO al mantenimento diretto, in pratica niente assegno di mantenimento di un genitore all’altro. Nonostante nella maggior parte dei casi siano le donne quelle che economicamente sono più precarie, ogni genitore contribuirà al sostentamento economico del minore al 50%.
NO al piano genitoriale, in cui si stabilisce cosa il figlio o la figlia debbano fare, che scuole frequentare, che sport praticare. Il tutto senza nessuna considerazione delle attitudini, opinioni ed esigenze del minore , il cui ascolto non è assolutamente previsto dalla norma.
NO al coordinatore genitoriale, una figura che nei casi di elevati conflitti tra i genitori assume poteri decisionali. Non vi è alcuna disposizione che preveda il vaglio delle decisioni assunte dal coordinatore né la rispondenza delle stesse al preminente interesse del minore. Non è prevista nessuna norma che assicuri la terzietà e l’imparzialità del coordinatore né il possesso di specifiche competenze.
NO al concetto di alienazione parentale, una teoria priva di fondamenti scientifici che dice che Il bambino o la bambina rifiuterebbero di vedere il padre non perché, per vari motivi, non vogliano incontrarlo, ma perché la madre li avrebbe manipolati per evitare che abbiano rapporti con il padre. In sostanza se il minore rifiuta il genitore è a rischio la responsabilità genitoriale dell’altro genitore.Non si tiene conto che il rifiuto potrebbe essere causato da violenze e maltrattamenti .

La mobilitazione vede uniti: COMITATO NO PILLON CAGLIARI; Cgil Sarda; Uil Sarda; Coordinamento donne Spi Cgil Regionale; Cgil Cagliari; Associazione SeNonOraQuando-Cagliari; Prospettiva Donna Centro Antiviolenza Olbia e Oristano; Eureka associazione studentesca; Associazione Antonio Gramsci Cagliari; Campo Progressista Sardegna; Non Una Di Meno Cagliari; Centro d’ascolto stalking e mobbing Uil Sardegna ; Coordinamento3- Donne di Sardegna ;Associazione per Antonio Gramsci Ghilarza; Gruppo consiliare comunale Cagliari Rossomori; gruppo consiliare comunale Cagliari Partito dei Sardi; Gruppo consiliare comunale Cagliari Campo Progressista; gruppo consiliare comunale Cagliari PD; Associazione Onda Rosa centro antiviolenza Nuoro; Associazione Donna Ceteris centro antiviolenza Cagliari città metropolitana; TamburA battenti; Circola nel cinema ‘Alice Guy’; Associazione ‘Madiba-Sinnai’; Collettiva Ominas; Femministe senza frontiere;Circolo UDI Olbia; Associazione femminile XconoscereXFare Guspini; Associazione Il Giardino di Rita; Unione cittadina PD Capoterra, rete Heminas; Gruppo PD Consiglio regionale Sardegna; Potere al Popolo Cagliari, Il manifesto sardo. Massimo Zedda Sindaco di Cagliari; Francesco Agus consigliere regionale Campo Progressista ;Grazia Maria De Matteis garante infanzia e adolescenza Sardegna; Francesca Ghirra Assessora alla Pianificazione e all’Urbanistica Comune Cagliari; Marzia Cilloccu Assessora Attività Produttive e Pari Opportunità Comune Cagliari; Rosanna Mura Presidente Commissione Pari Opportunità Comune Cagliari; Susanna Pisano Consigliera di Parità Città Metropolitana Cagliari; Carmen Marongiu Presidente Commissione Pari Opportunità Comune di Guspini; Michela Mura consigliera città metropolitana Cagliari PD; Anna Rita Ecca tesoriere Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri Cagliari ; Angela Quaquero Presidente Ordine Psicologi Sardegna; Elena Secci , Erica Floris, Antonella Secchi, Enrica Olla, Ombretta Ladu, Annalisa Lai, Silvia Acunzo, Chiara Furlanetto, Simona Spada, Rosa Maria Millelire, Rosalba Crilissi, Irene Casalloni, Paola Casula ( Commissarie Commissione Regionale Pari Opportunità Sardegna)

1 Commento a “Perché diciamo no al disegno di legge Pillon”

  1. Emanuela porcu scrive:

    Chi scrive, forse non ha la minima idea di cosa ci sia scritto nel ddl…. e sopratutto di come funzionino realmente le questioni fra genitori separati… non parliamo poi del fatto che ignori come si svolgano gli incontri protetti quando uno dei genitori ha maltrattato (questo è un altro universo….). Pessima informazione

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