Perché sul carcere i cinque stelle stanno votando con Vannacci?
30 Luglio 2026
[Roberto Loddo]
Il carcere non c’entra più nulla con l’articolo 27 della Costituzione. Il carcere è l’unico luogo in cui i principi della Costituzione e della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali sono calpestati quotidianamente e oggi è certamente diventato un luogo di morte e sofferenza a causa del forte sovraffollamento della popolazione detenuta e delle condizioni di invivibilità.
Ieri c’è stata l’approvazione di un provvedimento in netta controtendenza rispetto alla funzione vendicativa e punitiva del sistema dell’esecuzione penale. C’è stato il via libera definitivo della Camera al provvedimento che concede a chi deve scontare una condanna non superiore a 8 anni la detenzione nelle comunità di recupero accreditate.
Un provvedimento di umanità e di civiltà atteso da sempre dal mondo del terzo settore, dalle associazioni che lottano per i diritti delle persone detenute con dipendenze e dalle comunità terapeutiche.
Questo provvedimento significa che la cura è più importante della prigione. Un provvedimento funzionale alla riduzione della popolazione detenuta in linea con lo stato di diritto e le garanzie costituzionali che migliorerà la qualità della vita e ridurrà la tendenza ai trattamenti disumani e degradanti.
Eppure, non tutti i partiti hanno votato a favore. I parlamentari dell’estrema destra fascista di Vannacci hanno votato contro per motivi che possiamo immaginare insieme al gruppo parlamentare dei cinque stelle.
Il PD e AVS, che sono naturalmente d’accordo con le finalità del provvedimento, si sono astenuti nel voto finale perché la legge non prevede stanziamenti. E questo rappresenta certamente una criticità importante. Ma il voto dei cinque stelle non era un voto in linea con le opposizioni democratiche.
Il loro voto sembra più in linea con l’ideologia della violenza del primo governo Conte della Lega e dei Cinque Stelle, un governo che ha sconvolto l’ordine democratico e civile della società e che ha prodotto una distorsione del funzionamento delle istituzioni tra respingimenti illegali e provvedimenti dettati dal più becero populismo penale.
Cosa dobbiamo aspettarci oggi dal movimento dei cinque stelle? Un passo avanti verso la costruzione di un’alleanza progressista e di centrosinistra che difenda la democrazia e la Costituzione oppure una riedizione di un’alleanza con la destra fascista e autoritaria, ben peggiore della Lega di Salvini?
Un’alternativa di governo contro le estreme destre è possibile, ma di certo non passa da chi evoca le manette e le prigioni come soluzione ai problemi della società e utilizza la politica basandosi solo sul consenso della pancia delle persone per ogni scelta di governo.
I Cinque Stelle possono diventare un enorme problema per chi ha una visione libertaria e garantista della società. Il Campo Largo non deve dare ossigeno al loro autoritarismo e al contrario deve contrastarli culturalmente e politicamente in maniera radicale e senza compromessi. Sui diritti delle persone non ci possono essere compromessi.







