Resa dei conti

1 Agosto 2012
Egidio Addis

Gli emissari della speculazione immobiliare hanno fatto breccia nella maggioranza guidata da Cappellacci. Sono riusciti a consumare una vendetta politica contro Soru, ma soprattutto hanno mantenuto una promessa che accontenta i capi partito e i raccoglitori di promesse elettorali, sparsi in tutta la Sardegna. Una prassi sciagurata che vuole aggredire definitivamente un patrimonio paesaggistico e naturale unico al mondo, di importanza europea e globale, definito “patrimonio nazionale” e, nei millenni trascorsi, crocevia di grandi civiltà del mare.
Oggi voler violare le norme di salvaguardia espresse con il PPR significa solo dare il via definitivo al saccheggio delle coste e alla cementificazione di fertili territori nonché luoghi della nostra memoria storica e simboli del passato.
Su quali basi e principi il Psd’Az consente questo scempio? Qualcuno è alla ricerca della coerenza storica del suo operato.
Quindi siamo ad una operazione di liberalizzazione selvaggia in nome della speculazione. La stessa dottrina che i neoliberisti della finanza adottano per strangolare la vita sociale, distruggere i diritti comuni e far prevalere il domino del mercato.
Il prof. Settis analizzando e contrastando il progetto legislativo di Cappellacci e dei suoi sostenitori dà una lettura aggiornata dell’art.9 della Costituzione italiana in tema di paesaggio e della sua proiezione culturale nei valori della nostra civiltà: opportunamente ricorda come lo stesso Keynes ritenesse che il calcolo finanziario che governa ogni aspetto della vita sia una regola autodistruttiva. Con amarezza ricorda che “saremo capaci di fermare il sole e le stelle perché non ci danno alcun dividendo”. Ed è la drammatica situazione che stiamo vivendo.
E’ lo stesso Keynes che Friederich von Hayek combatteva ferocemente per restaurare un regime in mano ad una oligarchia che dominasse con la sola sovranità della moneta contro l’esistenza dello Stato, regolatore sociale ed artefice di una presenza democratica e progressista indicate da Marx.
L’incontro pubblico promosso a Cagliari da Sardegna Democratica ha un significato che va oltre l’azione di resistenza ad una volontà restauratrice della speculazione immobiliare che si combina con i poteri finanziari sovranazionali,di cui si ignora l’identità.
Cappellacci usa la parola sviluppo senza rendersi conto del significato che oggi ha.
C’è nel suo operato il disastro sociale, l’incapacità di disegnare il futuro della Sardegna.
L’attacco al paesaggio si manifesta su diversi fronti . Uno di questi e’ il tentativo delle multinazionali petrolifere di voler trivellare le nostre coste ed i nostri mari alla ricerca di idrocarburi. Ad oggi siamo l’unica terra del Mediterraneo che non ha subito queste iniziative devastanti per l’ambiente e ad alto rischio per le popolazioni circostanti. Vogliono ferire un territorio ricco di attività economiche autoctone e pregevoli zone umide come Arborea, il Sinis e la zona di Bosa. Le perforazioni che partirebbero da una profondita’ di 2000 metri lascerebbero un segno nella nostra terra.
Non si può accettare che il nostro sottosuolo venga sconvolto da attività incompatibili con i nostri territori già gravemente contaminati.
La politica regionale non può fare queste cose, non deve rimanere indifferente o complice delle speculazioni. Ha il dovere di revocare tutte le concessioni per ricerca di idrocarburi esistenti fino ad oggi.

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