Se la Saras diventa “green” sulle spalle della Marmilla

10 Luglio 2026

[Valter Canavese]

In termini eufemistici non è un periodo facile per i temi dell’ambiente in terra sarda, che si tratti di una avanzata indiscriminata di pale eoliche, di pannelli fotovoltaici, progetti di resort di lusso in luoghi con vincoli paesaggistici oppure una lista di danni ecologici pregressi ed irrisolti, ferite varie che stanno vedendo una reazione in termini politici ma ancor di più sentita e partecipata in termini di risposta dei comuni, organizzazioni ed associazioni ecologiste e di indipendenza.

La manifestazione dell’8 luglio, organizzata da “Su Entu nostu” negli spazi antistanti la Regione Sardegna, prende spunto dal profilarsi di una minaccia concreta legata al progetto di impianto eolico di 72 megawatt e impianto di accumulo di 35 Mw, e relative opere di connessione tra i comuni di Sanluri, Sardana e Villanovaforru. Il progetto parte dall’ottobre del 2023 con la presentazione dei documenti tecnici, ambientali e di spesa che si dopo il 2024.

A questa procedura il Comitato “Su Entu nostu” ha presentato, per il tramite dei loro legali, una serie di osservazioni inviate alla Presidenza del Consiglio, che dovrà a breve decidere in proposito. Da precisare che il complesso, per paradosso, servirà ad avviare una produzione ad idrogeno, con impatto ambientale ridotto, nella raffineria di Sarroch di proprietà della multinazionale Vitol.

Nella valutazione di impatto, e di valutazione strategica ambientale, si evidenzia come in generale la produzione di energia elettrica in Sardegna ecceda il fabbisogno regionale del quasi 40%. Con gli ulteriori progetti sul suolo e nel mare sardo la produzione di energia supererebbe il doppio del fabbisogno. Inoltre, se venissero autorizzate le ulteriori richieste il rapporto tra produzione e consumo sarebbe di 8 a 100TWh/anno. Il paradosso aumenta in considerazione del fatto che la rete di trasmissione non è in grado di convogliare l’energia prodotta se non attraverso una rete interconnessa che è del tutto teorica quindi inservibile.

Il tutto comporta e rafforza un andamento opposto alle direttive comunitarie che puntano all’autoconsumo collettivo e alla riduzione di Co2 per arrivare al corto circuito di pagare comunque le società di impianti l’energia elettrica senza poterla consumare o “esportare”

Tra i danni primari ci sono da annoverare e definire sia quelli di natura ambientale e paesaggistica, che implicano l’attivazione delle prerogative della Regione Sardegna, con un consumo di “territorio attivo” e depauperamento del territorio boschivo con riflessi per il già provato equilibrio climatico, ma anche la salvaguardia ineludibile dei monumenti, della cultura e delle ancora inesplorate testimonianze archeologiche.

La puntuale memoria legale, inoltrata dal Comitato “Su Entu nostu” alla presidenza del Consiglio, è stata illustrata nell’incontro di ieri con i cittadini attraverso gli interventi di Marco Pau –portavoce del Comitato- del Sindaco di Villanovaforru, Maurizio Onnis e di Graziano Bullegas, segretario di Italia Nostra Sardegna, che hanno denunciato la grave minaccia che rappresenterebbe la realizzazione di questo progetto sulle spalle del territorio della Marmilla per favorire la produzione green ad idrogeno per l’ottimizzazione della raffinazione del petrolio dell’impianto di proprietà della Vitol. In questo gioco dell’oca la Presidenza del Consiglio, avvalendosi della Golden Share nell’acquisto della Saras, ha posto l’esplicita richiesta alla Vitol che la società continuasse a fornire i prodotti petroliferi per il funzionamento delle tre centrali idroelettriche presenti in Sardegna, stante il blocco della fornitura russa.

Per questi motivi “Su Entu Nostu” e le persone intervenute hanno annunciato una raccolta di firme da inviare alla Regione e alla Presidenza del Consiglio ed una serie di iniziative contro il progetto avanzato dalla società Marte s.r.l., che fa capo all’Enel Green Power s.r.l. che culminerà in una manifestazione fissata per il primo agosto presso la chiesa campestre di Santu Antiogu Becciu poco fuori Sanluri.

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