Se non fosse tragico
2 Marzo 2026
[Luana Seddone]
Il sistema internazionale è segnato da una ferita profonda, l’ordine globale unitario è immerso in un regime in cui le sfere di influenza e gli interessi si sovrappongono. In questo scenario, la competizione tra Stati Uniti, Cina e Russia, unitamente alla guerra in Ucraina e alle instabilità in Medio Oriente scardinano la sicurezza globale.
Alcuni uomini hanno deciso di cambiare gli equilibri del mondo, sono spietati, spesso associati alla morte di bambini che non possono avere sulla coscienza perché coscienza non hanno.
Insieme decidono e attaccano chiunque ostacoli le loro aspirazioni economiche, cambiano regimi, frontiere, manipolano, devastano, sterminano senza remore e ammantandosi del ruolo di salvatori del mondo.
Il mondo trema, era diviso tra i potenti della Terra, ognuno di loro aveva il suo Impero ma la sete non si placava, un immenso delirio di onnipotenza li spingeva a volere sempre di più, a cancellare trattati, diritti, anni di conquiste umane, non importa essere, l’importante è avere, apparire, schiacciare, urlare alla pace facendo la guerra.
In tutto questo gioco i bambini muoiono, le bambine muoiono, muoiono nelle loro città divelti dalla perfidia, muoiono nel mare fuggendo dai demoni del male, muoiono nelle scuole, di fame e di freddo.
I bambini e le bambine sono il futuro, la speranza, la gioia e la vita in un mondo di vecchi crudeli e arroganti.
Il tragico di questa storia è che ancora ci siano proselitismo, atti ignobili, indifferenza per la cura delle necessità comuni, ci si adegua a un pensiero capitalista e imperialista, non è “ingiusto” perché è ritenuto offensivo per la morale ma è una violazione delle norme di civile convivenza. L’ingiustizia è reale e concreta.
La società accomodante procede in un cammino che non può avere ostacoli, ma le sofferenze non potranno avere fine se, come scrisse Cicerone, l’anima non sarà sanata dalla pratica del bene e, in questo periodo storico, non si ha la minima idea di dove si trovi il bene perché l’ignoranza e la mediocrità imperversano.
Siamo nelle nuove Dark Ages, gli insediamenti vengono trasferiti sulla sommità di alture, lontane dalla costa e naturalmente fortificate, a indicare quanto poco sicuro sia considerato, lo stanziamento in prossimità del mare, la società è stratificata mantenendo le caratteristiche delle élites palaziali.
Questa élite del potere è composta da persone con un’estrazione sociale molto simile: hanno atteggiamenti, valori e interessi molto simili, con i loro rapporti coordinano iniziative e attività.
in ogni società e in ogni epoca, una frazione numericamente ristretta di persone concentra nelle proprie mani la maggior quantità di risorse esistenti, ricchezza, potere e onori, e s’impone alla quasi totalità della popolazione che assiste impotente.
Scriveva Ungaretti: “L’uomo nella guerra manifestava i suoi peggiori istinti. Anche se quella guerra quando c’eravamo entrati, quando l’avevamo voluta, ci sembrava che fosse l’ultima. Ci sembrava che fosse la guerra per liberare l’uomo dalla guerra. Che illusione cruenta! La guerra non libera mai l’uomo dalla guerra. La guerra è e rimarrà sempre l’atto più bestiale dell’uomo. E purtroppo la Storia c’insegna, anche in questi giorni, che l’imperialismo e la necessità di dominare gli altri attraverso la violenza non sono cessati”.







