Sinistra Futura contro la speculazione a Cala Finanza e a difesa del paesaggio
22 Giugno 2026
[red]
Sinistra Futura esprime la propria totale contrarietà al progetto previsto nell’area di Cala Finanza, nel comune di Loiri Porto San Paolo, un intervento che interessa un contesto di straordinario pregio ambientale e paesaggistico, classificato dal Piano Paesaggistico Regionale come area di conservazione integrale.
Quanto sta avvenendo rappresenta un caso emblematico delle profonde criticità introdotte dalla normativa nazionale sulle Zone Economiche Speciali. Norme che il Governo Meloni ha ulteriormente modificato e ampliato, introducendo meccanismi di semplificazione che rischiano di compromettere l’equilibrio tra sviluppo economico, tutela ambientale e governo del territorio.
Attraverso il ricorso alla cosiddetta autorizzazione unica, vengono infatti sostanzialmente aggirate procedure e valutazioni che costituiscono il presidio fondamentale della tutela paesaggistica e urbanistica. Si tratta di un’impostazione che mortifica il ruolo delle autonomie territoriali e comprime competenze che la Sardegna esercita in forza del proprio Statuto Speciale e delle prerogative costituzionalmente riconosciute in materia di pianificazione del territorio e tutela dell’ambiente.
È inaccettabile che un’area sottoposta ai massimi livelli di tutela dal Piano Paesaggistico Regionale possa essere esposta a interventi che appaiono incompatibili con i valori che quel piano è chiamato a difendere. Ancora più grave è che ciò avvenga attraverso procedure straordinarie che finiscono per indebolire il sistema delle garanzie costruito negli anni a difesa del paesaggio sardo.
A rendere ancora più grave la vicenda è il comportamento dell’Amministrazione comunale di Loiri Porto San Paolo. Pur nella piena consapevolezza del valore paesaggistico e ambientale dell’area e dei vincoli di conservazione integrale che la caratterizzano, il Comune ha approvato una variante al proprio strumento urbanistico introducendo una modifica della destinazione d’uso che ha trasformato un’area naturalistica in un comparto turistico-residenziale. Una scelta politica e amministrativa precisa, senza la quale l’operazione oggi contestata non avrebbe nemmeno potuto prendere forma.
Per questo appaiono francamente poco credibili le dichiarazioni dell’assessore Biancu, il quale sostiene di essere totalmente estraneo alla vicenda e di non essere mai stato al corrente di ciò che si stava preparando. Se davvero fosse così, ci troveremmo di fronte a un fatto altrettanto grave: un amministratore che dichiara di non sapere cosa accade all’interno dei procedimenti urbanistici che interessano una delle aree più delicate e pregiate del proprio territorio. L’impressione è quella dell’ennesima vicenda avvenuta “a sua insaputa”, formula ormai abusata nella vita pubblica italiana e che difficilmente può essere considerata una giustificazione accettabile quando sono in gioco scelte di tale portata.
Per Sinistra Futura il caso Cala Finanza non riguarda soltanto una singola iniziativa imprenditoriale. Riguarda un principio fondamentale: il diritto della Sardegna di decidere il proprio futuro e di governare il proprio territorio nel rispetto delle regole democraticamente approvate e delle competenze attribuitele dalla Costituzione.
Non siamo di fronte a un conflitto tra sviluppo e tutela. Siamo di fronte al tentativo di far prevalere interessi speculativi su un patrimonio paesaggistico che appartiene a tutti i sardi e alle generazioni future.
Per queste ragioni Sinistra Futura si opporrà con determinazione a questo progetto in ogni sede istituzionale, politica e giuridica. Lo faremo per difendere l’integrità di Cala Finanza, per affermare il valore del Piano Paesaggistico Regionale, per tutelare le prerogative dell’autonomia speciale della Sardegna e per far prevalere il diritto sulla prepotenza, l’interesse pubblico sulla rendita privata, la tutela del paesaggio sulla speculazione.
Il paesaggio della Sardegna non è una merce. È un bene comune, un patrimonio identitario e una risorsa irripetibile che nessuna scorciatoia normativa può mettere in discussione.







