Tra i memorandum che son sospesi

22 Aprile 2026

[Valter Canavese]

Il sottotesto è un esercizio di stile, una palizzata di Cinecittà che dietro nasconde la realtà puntellata. Il Male, settimanale satirico di qualche anno fa aveva realizzato una rubrica sulle affermazioni dei politici e le loro reali intenzioni. Prendiamola in prestito e applichiamola alla dichiarazione di sospensione del memorandum Italia-Israele.

Dura da 20 anni, fu messo in piedi dall’allora Presidente del Consiglio Berlusconi e dal Ministro della Difesa Martino e ratificato dal Parlamento italiano. Per contrappeso Berlusconi, in uno dei suoi momenti scenografici, aveva lanciato anche un “piano Marshall per la Palestina”, una palizzata di Cinecittà appunto.

Di fatto quel memorandum fu una svolta carica di conseguenze interessanti, una sorta di bonus riscattato dall’Italia per la sua partecipazione alla operazione di polizia internazionale in Iraq “Antica Babilonia. L’aggiramento dell’art.11 della Costituzione italiana, con il quale l’Italia ripudia la guerra, ha sempre avuto numerosi fan e allora, come oggi, ci si avvalse di un accordo, il Farnborough del 2020,- finalizzato a costruire una politica europea comune per la ristrutturazione e lo sviluppo dell’industria della difesa. Risultato: la legge 148 del 2003 che rese “elastica” l’esportazione, l’importazione ed il transito dei materiali di armamento troppo parametrata dalle precedenti disposizioni incluse nella legge 185/90.

Un salto nel futuro, all’improvviso per gli apparati italiani di difesa si aprivano le porte della elettronica militare israeliana con la premurosa accondiscendenza della amministrazione americana.

Con queste premesse questo nuovo partenariato diventa uno scivoloso nodo scorsoio che registra qualche passaggio curioso come l’ipotesi, non tanto peregrina, che C131 italiani abbiano posto in salvo qualche decina di israeliani durante il golpe della Costa d’Avorio del 2002, inclusi anche agenti del Mossad, -ipotesi  mai confermata o smentita nonostante una interrogazione parlamentare del senatore Martone, che avrebbero avuto un ruolo nell’attacco da parte dei ribelli ad aerei francesi.

Il capitolo elettronica militare ingolosisce anche La Leonardo che non si fa sfuggire l’acquisto nel 2022 della israeliana Rada Elttronic Industries Ltd., sede in America ma operatività in Israele, che consente tra l’altro lo sbarco di Leonardo, che nel frattempo è stata affidata in questi giorni a Lorenzo Mariani, a Wall Street. Cosa ci fa la Leonardo con la Rada? Applica una protezione per missili anticarro per i mezzi corazzati dell’esercito israeliano sotto l’egida della Elbit System che ritroveremo più avanti.

Avvolta nel mistero è invece l’operazione congiunta tra Mossad e l’italiana Aise interrotta a causa di un naufragio nel lago di Como nel 2023 dove sono periti degli agenti italiani ed una figura di rilievo del Mossad, subito riportato in patria con un aereo speciale delle forze segrete israeliane.

Ad oggi, nonostante il mancato rispetto dell’art. 21 della costituzione sul diritto all’informazione, come da diffida promossa nel giugno 2025 da 10 giuristi italiani, il governo si è limitato a sospendere il rinnovo del memorandum con Israele.

Su quali direttrici si muove il memorandum? Sulla base di un parere positivo del Ministero della Difesa sulla riconversione, già avviata di 8 jet civili Gulfstream G550 – ma l’obiettivo è di 11 velivoli- in aerei militari multiruolo, supportati dalla tecnologia della Elta System di proprietà dello Stato israeliano. Nei lavori parlamentari la commissione omette la sede della Elta System. La collaborazione prosegue con la formazione per i piloti del caccia F-35 svolta nel febbraio dello scorso anno con la partecipazione sì delle aereonautiche europee ma anche quella israeliana. Contingenze sporadiche che non evitano l’incontro nel 2024 dei due capi di Stato Maggiore italiano ed israeliano i quali convengono sull’aumento delle spese militari. La parte tecnica riguarda strettamente la già citata Elta System e il suo apparato di sorveglianza, guerra elettronica ed individuazione dei target usato dall’esercito israeliano che innerba la conversione dei G550 con una spesa che al 2024 vedeva un impegno di spesa per due miliardi e mezzo. In tutto 11 veicoli, la costruzione di un centro Istar a Pratica di mare, sul litorale romano, ossia un reparto dedicato alla intelligence, alla sorveglianza acquisizione e obiettivi e guerra elettronica. Se provate a fare una ricerca sul sito del Ministero della Difesa il sito è in aggiornamento…

Per il Ministro della Difesa l’integrazione legata alla società israeliana sarebbe stata sospesa ma uno dei fondatori di Peace Link – Alessandro Marescotti – ritiene improbabile che un partner americano si sia sostituito a quello israelita. Troppo sofisticata la tecnologia con un raggio di sorveglianza di 370 chilometri. Anche la tesi del governo che il G550, così modificato, non sia uno strumento di guerra lascia perplesso un Luca Peruzzi, esperto analista di difesa, che ritiene il velivolo di sostanziale supporto ai caccia F35 con missioni operative della Nato. Gli stessi F35 sono lo strumento di un intenso scambio di informazioni ed esercitazioni tra l’aeronautica europea, italiana ed israeliana come si può dedurre dalla riunione svoltasi nel febbraio dello scorso anno nella base aereonautica in provincia di Foggia. Per le operazioni congiunte si può risalire alla Falcon Strike del 2021 svoltasi proprio nella base di Decimomannu che fa propria la sua funzione di “Reparto Sperimentale e di Standardizzazione Tiro Aereo”.

La trama del memorandum si infittisce in ragione di una avvenuta acquisizione da parte del Ministero della difesa di un sistema satellitare elettro-ottico prodotto dalla Israel Aerospace Industries ed Elta System.

Senza grosse peripezie si può facilmente scoprire che la Elbit System ha collaborato con la Alenia per supporto logistico per gli M346, ed è impegnata nella realizzazione di un centro di addestramento elicotteri in Liguria, nei progetti europei per la sicurezza marina e sottomarina dei porti, mentre si stanno attendendo sviluppi su una inchiesta per corruzione tra la NSPA (agenzia Nato) e l’azienda israeliana, con il coinvolgimento anche di un consulente italiano.

Altri segnali sparsi? La Leonardo S.p.a. offre assistenza tecnica da remoto per riparazione materiali e ricambi per gli aerei M-346 con una contropartita di 7 milioni di euro. Leonardo particolarmente attiva anche all’università di Cagliari con partecipazioni di primo piano negli ultimi due incontri svoltisi nella facoltà di ingegneria sulla cyber sicurezza. L’affaire spyware “Graphite” acquistato dal governo italiano dalla azienda israeliana Paragon Solution, esperta in spionaggio. Il sistema si avvale di un curioso trick che permette di infettare gli smartphone senza nessuna azione da parte dell’utente. Attivo dal 2024 fino ai primi mesi del 2025 si è intrufolato nei dispositivi di giornalisti e figure politiche. L’acquisto è stato prima negato dal governo poi quando il caso ha investito anche il Copasir la Paragon ha chiuso il contratto e l’esecutivo ha ammesso l’utilizzo ma non per tutti i casi individuati.

A questo punto nel bel mezzo di Vinitaly – ricordate quando il Ministro Lollobrigida pontificava che se ci si fosse seduti intorno ad una bottiglia di vino quante guerre sarebbero state evitate? La Presidente del Consiglio Meloni annuncia che il memorandum con Israele è sospeso.

La reazione alla sospensione da parte di Israele è consistita in una dichiarazione del Ministero degli Esteri: “Abbiamo un memorandum di intesa risalente a molti anni fa che non ha mai incluso alcun contenuto sostanziale. Questo non influenzerà la sicurezza di Israele”.

Una pausa di riflessione che non dovrebbe essere impiegata nella lettura dell’articolo 11 della Costituzione; sarà comunque interessante quando finirà e per quale motivo. Per ora guardiamo in Europa, lì c’è il nostro Horizon.

Quando suona il campanello della loro coscienza.

Fingono di non essere in casa (Leo Longanesi)

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