Arte Migrante a Cagliari

1 Agosto 2019
[Alex Marini, Lara Farci e Francesca Pani]

Il progetto “Arte Migrante” è nato a Bologna, ormai sei anni fa, e si è espanso in ben 28 città italiane. Il gruppo di Cagliari si è formato a Giugno sotto il coordinamento di Alex Marini, Lara Farci e Francesca Pani di cui pubblichiamo questo contributo sul progetto. (red)

Lo scopo è quello di formare un gruppo composto da persone di diversa nazionalità, cultura, condizione sociale, facendo della diversità una ricchezza grazie alla quale costruire un legame, un ponte. L’elemento attraverso il quale si vuole realizzare questa rete è la creatività, fulcro del progetto. Il mezzo principale su cui si intende basare la condivisione di qualsiasi messaggio, tradizione, vissuto personale, è l’arte – capace di arrivare a chiunque in modo semplice, diretto, libero da barriere linguistiche o di altra sorta, e soprattutto paritario.

Gli incontri sono aperti a tutti coloro che condividono i valori fondamentali che stanno alla base del progetto: l’interesse per i popoli e le culture del mondo, ma anche per l’individuo in quanto tale; l’attenzione per la condizione e l’esperienza del migrante; l’amore per la libera espressione e per l’arte come strumento di condivisione, inclusione, rispetto e ascolto; la volontà  di stabilire una relazione fra mondi diversi, l’impegno di creare uno spazio libero di crescita personale e collettiva. Gli incontri si svolgono una sera ogni due settimane e tutte le attività sono gratuite. 

Perché crediamo in Arte Migrante?

È verso la fine degli anni Ottanta che il termine ‘’multiculturalismo’’ viene utilizzato comunemente per indicare una società dove convivono diverse culture. L’idea alla base di questo fenomeno è semplice: differenti gruppi etnici coesistono con la cultura predominante, sono inseriti in una società ma mantengono le loro particolarità e tradizioni.

Questo però, nella pratica, non è di semplice realizzazione quanto lo è nella teoria. Razzismo, classismo, chiusura, pregiudizio sono dei muri che ostacolano integrazione, inclusione e ascolto. E spesso tutto ciò nasce dalla difficoltà di aprirsi all’altro e quindi di conoscerlo.

Arte Migrante si propone di instaurare legami tra individui e soprattutto di creare occasioni di “conoscenza”, ovvero spazi in cui si possa ascoltare, imparare e scoprire, allargare i propri orizzonti. Ecco perché il progetto non è rivolto solo a persone di differenti culture ma anche a persone di differente estrazione sociale. Crediamo sia importante permettere a ognuno di poter apprendere qualcosa dall’altro, avere un nuovo punto di vista e conoscere una realtà uguale e diversa. “Permettere’’ perché incontrare una persona che può insegnarci, mostrarci qualcosa di nuovo è un’opportunità unica e bellissima.

Crediamo che, affinché lo scambio sia possibile, è necessaria – se non fondamentale – un’apertura verso il mondo, una volontà di condividere e ricevere. Aprirsi all’altro può voler dire spostare più in là i nostri limiti, andare oltre le nostre convinzioni o i nostri pregiudizi.

Pensiamo che questo possa avvenire in momenti di serenità e allegria, in cui risate e musica accompagnano un processo così importante quale è l’integrazione. I nostri incontri si sviluppano ogni sera in modo diverso e soprattutto spontaneo, momenti in cui conoscenze casuali fanno nascere relazioni uniche, grazie anche al fatto che non utilizziamo i classici canali di linguaggio verbale ma, appunto, l’arte. E siamo tutti degli artisti “migranti’’, un termine presente nel nome che indica uno status necessariamente reale.

Migranti perché siamo contrari ai confini, migranti perché questi confini li vogliamo abbattere e oltrepassare, migranti perché ci diamo la possibilità di essere altro da noi, di cambiare. Noi tutti, come esseri umani, siamo arte. Arte come individui, arte come società, arte come le nostre diverse culture. Arte nel mondo, arte migrante.

 

‘’L’uomo si realizza se è capace di sedersi a terra a livello dell’altro e parlare con lui finché non gli diventa amico.’’

Proverbio Malawi

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