Capitolo primo: Monni per Marchi

17 Novembre 2022

[red]

Galleria Macca è lieta di presentare Capitolo Primo, di Narcisa Monni (Alghero, 1981) e Paolo Marchi (Cagliari, 1984), e il testo critico di Efisio Carbone, Direttore Artistico del Museo MACC. La mostra sarà visitabile da Sabato 19 novembre a venerdì 23 dicembre, ogni martedì, giovedì e venerdì dalle ore 18.00 alle 20.00, o su appuntamento. Ringraziamo Cantina Sa Defenza per il supporto. È consigliata la prenotazione a [email protected]

In ventitré minuscole istantanee Paolo Marchi raccoglie l’odore dei ricordi della Casa di Alberta, dimora storica dell’Ottocento, in terra cruda, un passato ricco e stratificato, oggi crocevia di pensieri nomadi e stanziali dedicati all’arte. Gli scatti, quasi un reportage, si susseguono raccogliendo angosce e accigliate cicatrici, ma anche oggetti e composizioni che assolvono al bisogno di rappresentare lo scorrere del tempo. Il cuore della casa che continua a pulsare è il vero protagonista della serie, ma come afferrarlo?

Il reportage è poi consegnato da Paolo Marchi nelle mani di Narcisa Monni, inviato speciale della realtà (per citare Achille Bonito Oliva riferendosi a Mario Schifano), la quale interviene sugli scatti con la pittura creando un racconto fantasmagorico. 

In Schifano la pittura aggredisce la fotografia in una lotta titanica tra linguaggi e forme di comunicazione, trasferisce ossessioni, paranoie, angosce, come specchio di una trasformazione supersonica della società contemporanea.

La pittura di Narcisa Monni agisce da commentario al progetto fotografico di Paolo Marchi, come la postilla a margine di un prezioso manoscritto che sottolinea e approfondisce il valore di una locuzione. Ne deriva un racconto multilivello dove i linguaggi fotografico e pittorico si sovrappongono creando paradossi intenzionali volti a catturare l’anima di un luogo.

Accade che la pittura sia più rapida della fotografia, che l’elemento sottolineato dal colore sia il meno evidente, che le cose sappiano di pittura e la pittura di cose.

Un gioco sottile, interessantissimo, che ovviamente funziona esclusivamente grazie alla sintonia tra i due artisti in un generoso scambio di valori molti dei quali restano segreti, comprensibili soltanto a loro.

La Casa di Alberta è il capitolo primo di una serie di opere a quattro mani il cui compito sarà quello di raccontarci l’identità di altri luoghi. Sapere che il sodalizio tra un fotografo di razza come Paolo Marchi e Narcisa Monni, probabilmente il maggiore talento pittorico sardo delle ultime generazioni, sia destinato a continuare ci lascia felicemente in attesa.

[Efisio Carbone]

Narcisa Monni (Alghero, 1981; vive e lavora a Sassari), si diploma all’Accademia di Belle Arti M.Sironi di Sassari in Pittura e successivamente si specializza in Interaction Design alla Facoltà di Architettura di Alghero; è docente di Progettazione per la Pittura e Tecniche e Tecnologie delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Sassari. Tra le mostre principali: You can’t time with your heart, a cura di Sonia Borsato, EXMA Cagliari, 2022; Babies are knocking, a cura di V. He, P.Lauro e C.Vigliotti, Studio S.Miscetti, Roma, 2021; Insieme a te non ci sto più, personale a cura di Davide Mariani, Stazione dell’Arte di Ulassai (NU), 2020; Back_up, giovane arte in Sardegna, a cura di Giuliana Altea e Antonella Camarda, Museo Nivola, Orani (NU), 2020; RITRATTI D’AUTORE, Masedu Museo d’Arte Contemporanea, Sassari, 2019; ONE SHOT, personale a cura di Davide Mariani, Palazzo Ducale, Sassari; STATO DI GRAZIA, a cura di Davide Mariani, Palazzo del Consiglio Regionale della Sardegna, Cagliari, 2017; ART’S OASIS, Concorso internazionale di arte urbana, Petrosino (TP), 2016; DEEP, a cura di Arianna Beretta, CircoloQuadro, Milano, 2014; ME MYSELF AND I, a cura di Sonia Borsato, Marche Centro d’Arte, San Benedetto del Tronto, 2013; SWEET SHEET, a cura di Federico Lupo, Zelle Arte Contemporanea, Palermo; LO STATO DELL’ARTE, a cura di Vittorio Sgarbi, 54° Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, Padiglione Accademie, Venezia, 2011; WORTER E BESISTZ, personale a cura di Mario De Candia, Studio Stefania Miscetti, Roma, 2006; IL GIOCO E’ FATTO, a cura di Achille Bonito Oliva, Villa Rufolo, Ravello, 2006.

Paolo Marchi (Cagliari, 1984; vive e lavora a Donori, in provincia di Cagliari), si diploma all’Accademia di Belle Arti M.Sironi di Sassari, e dal 2010 collabora con associazioni culturali per l’arte e la fotografia contemporanea. Ha all’attivo esposizioni in diversi progetti nazionali ed internazionali, tra le quali: Strà, a cura di Associazione Madrike, TEN Teatro Eliseo, Nuoro, 2021; Diario di pandemia, a cura di Salvatore Ligios e Sonia Borsato, Anfiteatro Caritas, Tortolì (NU), 2020; Space_9, Fondazione Bartoli-Felter, Cagliari, 2018; Art Madrid, a cura di Casa Falconieri, Madrid, 2018; #Intergetaward2017 PhotoLux, Biennale di Fotografia, Lucca, 2017; Sardegna Contemporanea, Museo MAN, Nuoro, 2017; I luoghi del Segno, a cura di Casa Falconieri, Castello di San Michele, Cagliari, 2017; Sardegna Reportage, Museo MAN, Nuoro, 2015;P2P #01 Panorama, a cura di Pastorello, CircoloQuadro, Milano, 2013; Ikas-Art, Bilbao, 2011

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