Cara Gran Bretagna. Yanis Varoufakis sulla Brexit

1 Giugno 2016
varoufakis
Yanis Varoufakis

Il giornale inglese Guardian ha chiesto a vari intellettuali europei di scrivere una lettera alla Gran Bretagna in vista del referendum sull’uscita dall’Unione Europea (Brexit). Pubblichiamo la traduzione delle lettere di Slavoj Zizek e di Yanis Varoufakis. traduzioni di Maurizio Acerbo e Angelica Bufano per Rifondazione.it.

Cara Gran Bretagna,

l’anno scorso ho provato, senza riuscirci, a convincere i vertici dell’Unione Europea a comportarsi umanamente con il mio Paese da tempo sofferente. Ora ti scrivo una strana supplica: ti chiedo di restare in questa stessa Unione Europea. Sì, quella che ha annientato la nostra primavera ateniese e che da allora si è comportata in maniera abominevole.

Qualcuno impiegherà una logica sommaria, da giornale scandalistico, arrivando ad affermare che “Varoufakis vuole che il Regno Unito resti nell’UE per pagare il salvataggio della Grecia”. Altri mi accuseranno di abbandonare la battaglia per instaurare nuovamente la democrazia. Eppure confido che il tuo apprezzamento verso i paradossi ti permetterà di comprendere quest’apparente contraddizione.

La ragione per cui desidero che resti nell’UE sta nel fatto che votare a favore dell’uscita non ti porterà davvero fuori dall’UE. Anziché permetterti di fuggire dall’UE, la Brexit ti terrà legata a un’Unione Europea più indecente, più triste e sempre più pericolosa per se stessa, per te e, a dirla tutta, per il resto del pianeta.

I signori della City non permetteranno mai a un governo di Boris Johnson di poter pensare, anche minimamente, di uscire dal mercato unico europeo, nonostante le riflessioni di Michael Gove. Il che significa che tutti gli oggetti venduti nei tuoi negozi dovranno rispettare le normative scritte a Bruxelles, che le tue regole sulla protezione dell’ambiente saranno redatte a Bruxelles, e che la regolazione del mercato sarà, indovina un po’, definita a Bruxelles.

Di conseguenza, anche dopo la Brexit, la maggioranza delle tue leggi sarà scritta negli stessi desolati corridoi di Bruxelles in cui è scritta ora, con la differenza che non avrai voce in capitolo sulla loro redazione. Con la tua democrazia monca, esattamente com’è adesso, resterai impantanata, anche se meno potente, in un’Europa il cui sfaldarsi sarà accelerato dalla Brexit.

L’Unione Europea è senza ombra di dubbio burocratica, opaca e sprezzante nei confronti del parlamentarismo che io e te adoriamo. Potresti dunque concludere che l’accelerazione della frammentazione dell’Unione Europea non è un fatto così negativo. Ripensaci! Il suo disgregarsi farà in modo che i progressisti democratici si ribellino in giro per l’Europa, diano potere ai loro parlamenti, accompagnino le forze della luce e della speranza, e promuovano un’armoniosa concordia nel continente? Improbabile.

La frammentazione dell’Unione Europea dividerà il continente in almeno due parti, con la spaccatura principale che correrà lungo il Reno e le Alpi. Nella parte nord-orientale, la deflazione farà la parte del leone, con milioni di lavoratori poveri tedeschi, polacchi e così via che diventeranno disoccupati. Nell’area mediterranea, l’inflazione, associata alla disoccupazione, sarà all’ordine del giorno. Da questa spaccatura strisceranno fuori solo mostri politici, diffondendo misantropia xenofoba dappertutto e assicurando, attraverso svalutazioni competitive, che anche tu sia trascinato in questo circolo vizioso.

È per questo che ti sto implorando di restare in questa terribile Unione Europea. I democratici europei hanno bisogno di te. E tu hai bisogno di noi. Insieme abbiamo la possibilità di far rivivere la sovranità democratica in Europa. Non sarà facile. Ma vale la pena di provare.

Quando ero studente, un mio caro amico che odiava le feste ciononostante non se ne perdeva una, soltanto per avere qualcosa di cui lagnarsi il giorno dopo. Per favore, non essere come lui. Per favore, resta nell’Unione Europea con entusiasmo verso la nostra causa comune: imbracciare le armi contro un mare di problemi e, attraverso la lotta, porre fine ad essi.

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