Carceri sarde: tre morti in due settimane impongono interventi urgenti
4 Agosto 2026
[red]
Il 14 luglio con due delegazioni sarde dell’Alleanza per l’art. 27, in visita alle strutture di Uta e Bancali, abbiamo denunciato le condizioni strutturalmente drammatiche delle carceri.
La denuncia si è rivelata una profezia. In due settimane tre detenuti hanno perso la vita. L’ultimo, un giovane di 32 anni affetto da un grave disturbo mentale, è morto stanotte.
Le parole sono finite. Chiediamo a tutte le istituzioni di svolgere il proprio compito.
Chiediamo alla Regione Sardegna un cambio di passo sui servizi sanitari che tenga conto della domanda di cure per la salute mentale e del contrasto alle dipendenze, che oggi sembra concentrarsi in carcere.
La risposta alla fragilità non può essere la detenzione, ma la presa in carico terapeutica e riabilitativa.
Ribadiamo, inoltre, che il carcere non può essere il luogo deputato alla cura delle persone con disturbi mentali o con dipendenze patologiche. Per questi casi è necessario un impegno concreto per sostenere l’attivazione di misure alternative alla detenzione, attraverso il potenziamento degli strumenti e della rete di servizi sociali e servizi socio-sanitari territoriali.
Chiediamo allo Stato un intervento sulle strutture che risponda all’emergenza caldo con misure specifiche e urgenti, che metta fine al sovraffollamento. Chiediamo il rispetto della Costituzione, il rispetto di chi, pur privato della libertà, ha diritto alla cura, al reinserimento e alla vita.
Le delegazioni sarde dell’Alleanza per l’art. 27: Daniele Pulino, Antonella Licheri, Emmanuele Farris, Sabrina Mura, Renzo Mannoni, Franco Uda, Federica Delogu, Laura Stochino, Gisella Trincas, Maria Grazia Calligaris, Emiliano Pintori







