Caro Francesco Casula, AutodetermiNatzione ha commesso i soliti errori della sinistra

16 Febbraio 2018
[Marco Ligas]

Caro Francesco,

del tuo articolo condivido soprattutto il giudizio che esprimi sulla necessità del “fare da sé, con i propri mezzi e le proprie forze”. È fondamentale questa premessa perché sappiamo bene come troppa gente, singoli o rappresentanti di gruppi del potere, abbiano usato la nostra isola per impadronirsi delle nostre risorse e delle nostre ricchezze.

Sai bene però come questi processi non siano stati alimentati solo da “gente che veniva da fuori”. Proprio in questi giorni registriamo come sardi che governano le nostre istituzioni stiano svendendo parte della nostra storia per un posto in Parlamento o decidano di dare il nome delle nostre scuole a rappresentanti di Stati che intendono sfruttare i nostri territori promettendo chissà quali aiuti.

Perciò, come sottolinei tu stesso, è più che mai opportuno per noi sardi (direi per tutti coloro che vogliono vivere come persone libere, rispettose della democrazia e della solidarietà) alimentare l’autocoscienza, l’autoconsapevolezza e l’autostima. Insomma “fare le cose e non limitarsi a denunciarle, sperimentare e non solo predicare, praticare l’obiettivo, praticare scampoli (e anche di più, aggiungo) di indipendenza senza aspettare l’ora x in cui questa si raggiungerebbe”.  L’importante è impegnarsi con la gente, con i lavoratori, con i giovani e costruire legami che coinvolgano i cittadini sardi sui bisogni fondamentali, compresa la crescita culturale e civica, favorendo l’autorganizzazione dei cittadini e il protagonismo sociale.

Non voglio entrare, proprio in questa circostanza elettorale, sulle questioni relative all’AutodetermiNatzione o allo Stato Federale che io preferisco. Su questi temi dovremo e potremo ritornarci presto, però sarebbe opportuno affrontarli al di fuori delle scadenze elettorali le quali condizionano spesso la riflessione.

Un errore che facciamo frequentemente, la sinistra su questo terreno è purtroppo maestra, è quello di dar vita a nuovi gruppi o coalizioni politiche proprio alla vigilia delle scadenze elettorali. Senza aver consolidato un rapporto con i cittadini il risultato è quasi sempre scoraggiante, la nuova coalizione, dico giustamente, non riesce a superare lo 0,9 o l’1,2%. Credo che anche AutodetermiNatzione abbia commesso questo errore. Perciò dedichiamo tutti, con costanza e partecipazione, il nostro lavoro al consolidamento dei rapporti con la società e poi penseremo alle elezioni.

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