Una morte che pesa come un macigno
martedì 25 Maggio 2021
[Marco Revelli]
«Non un nome, non un volto, ci hanno provato per giorni a farti scomparire dalle cronache della realtà». Comincia così il messaggio degli attivisti del centro sociale ’La talpa e l’orologio’ di Imperia con cui salutano il ragazzo suicida nel Cpr di Corso Brunelleschi di Torino, luogo famigerato di detenzione e stoccaggio di corpi a perdere, le «vite di scarto» di cui parla Baumann. Si chiamava Moussa Balde, veniva dalla Guinea, il 29 luglio avrebbe compiuto 23 anni.
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