Generazione Sound System

16 Luglio 2014
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Antonella Vacca

Partecipare ad una session, come di solito viene chiamata una serata di musica Roots-Dub, è stata un’esperienza diversa dalle solite fin dalle prime vibrazioni amplificate da quel muro di suono chiamato Sound System, un impianto musicale mobile che può essere ricostruito ogni volta che si svolge una serataA Cagliari è presente uno dei primi Sound System autocostruiti; il Canapa Sound. A queste serate le selezioni sono puramente in vinile, e ripercorrono la storia della musica Roots-Dub dagli anni ’60 a oggi.

Ai controlli di questo impianto si trova il sound man, Omar Casoni. Com’è nata l’idea di costruire un Sound System a Cagliari?

Tutto nasce dalla passione per la musica Reggae, Roots-Dub. Ho iniziato a selezionare dischi nei locali dal 2004 con il nome artistico di dj Khan. Nel 2008 ho partecipato ai primi festival di musica Reggae in Sardegna dove ho potuto assistere alle prime session dei Sound System italiani e internazionali. Di lì a poco nel 2011 avevo già per le mani il mio Canapa Sound autocostruito di 6500 watt alla maniera inglese, ossia a quattro vie, suddiviso quindi in bassi, medio bassi, medio alti e alti, con un pre-amplificatore, che sarebbe il cervello del Sound System: un equalizzatore a dieci bande che controlla gli effetti/volumi per “staccare le varie frequenze”, in termini tecnici: Spick Off. Sempre in quell’anno ho collaborato con Aljahbeto Dub (Alberto Murru, cantante) e King Kietu (Alberto Monaco, produttore) per la realizzazione di un pezzo Dub dal titolo Imagines, inserita in una compilation; L’Italian Dub Community, Volume III ”.

Dalla passione per questa musica c’è stata quindi anche la necessità di condividere con altre persone questa cultura, la Bass Culture, la cultura del Sound System. Da cosa trae origine e come si è sviluppata?

La Cultura del Sound System o Bass culture nasce in Giamaica negli anni ’50, nei ghetti delle grandi città, in cui venivano emarginati i poveri. In questo clima di oppressione e disuguaglianza in cui si aveva voglia di evadere e di lottare contro la fame bisognava reinventarsi e cercare un modo per sbarcare il lunario. Questi Sound System venivano piazzati agli angoli delle strade, fuori dai centri commerciali diventando un vero e proprio momento di aggregazione sociale, un forum politico e anche il giornale del ghetto, insomma il fulcro della comunità. Era l’unico modo per poter ascoltare musica, dato che nessuno poteva permettersi una radio in casa, e di fronte al Sound System, con le sue forti vibrazioni, la gente dimenticava i propri problemi. Grazie ai sound man e alla loro voglia di sperimentare sempre cose diverse e soprattutto autoctone, per intrattenere il pubblico. Nascono così in Giamaica i vari generi musicali: Ska, Rocksteady, Reggae e il Dub”.

A queste serate con il Sound System prevale come genere musicale la Dub-Roots. Attualmente in Italia come in Europa e nel resto del mondo son presenti tanti artisti che la producono. Come nasce questo genere?

Il genere Dub si svilupperà nella metà degli anni ’60, in Giamaica. Inizialmente non era proprio un genere musicale, semplicemente si rielaborava una canzone già esistente ad esempio Reggae in modo da adattarla alle esigenze del periodo. In questo modo si produceva la versione strumentale del pezzo che veniva inserita sul lato B del disco. In seguito divenne una vera e propria arte con i Sound System che potevano avere successo o meno, non perché possedevano il dato pezzo, ma a seconda di quante version potevano proporre. Un Dub efficace poteva far rivivere un brano che nella sua prima uscita non aveva avuto successo. Attualmente il Dub si produce in tutto il mondo come genere musicale mantenendo sempre quell’influenza rivoluzionaria che lo ha caratterizzato”.

La Bass Culture come la Dub music si sono sviluppate da una necessità di evadere da avvenimenti politici sociali particolari, come disuguaglianza, povertà e oppressione, sia in Giamaica che nel resto del mondo. Cos’è per te la cultura del Sound System? Cosa vorresti trasmettere alle tue serate?

Il Sound System è una macchina culturale in grado di mettere in relazione dal punto di vista fisico ed emozionale numerose comunità danzanti. Il Sound System occupa un luogo della metropoli e lo trasforma. Piazze e strade di giorno soffocate dal traffico, spiagge demaniali abbandonate perché improduttive, capannoni ridotti a scheletri dalla delocalizzazione della produzione. Le tribù danzanti riempiono spazi portando al loro interno linguaggi nuovi, relazioni, cullando le proprie emozioni sui ritmi diffusi dagli amplificatori. Tutto questo è in sé politico e non perché fornisca risposte o indichi vie da seguire ma perché pone domande. C’è posto per un utilizzo nuovo dello spazio urbano? Possiamo ridefinire le relazioni fra individui e il loro modo di condividere gli spazi? In questo porre interrogativi, vi è la valenza tutta politica di questa Cultura. Ecco allora che assume un senso nuovo, per una Crew che non sia solo un gruppo di Artisti ma un collettivo militante, assemblare impianti, costruire suoni, creare eventi. Far vivere un sound e la comunità che nel suo stile si riconosce, vuol dire per noi tenere in piedi un progetto di sovversione dei codici metropolitani. Tenendo presenti i propri limiti, ma anche la propria insopprimibile attitudine ad essere estranei all’ambito del Potere. Un’attitudine genuinamente Roots.

Abbiamo parlato di Sound System come cultura sociale e lotta contro un sistema che opprime. Ma qual è la tua lotta? Parlami del progetto Canapa Sound.

Il progetto Canapa Sound, come il nome suggerisce, vorrebbe promuovere l’uso della canapa industriale come risorsa sostenibile. In collaborazione con AssoCanapa si vorrebbe introdurre nel Cagliaritano la coltivazione di questa pianta per produzioni nel settore tessile, edilizio e alimentare. L’idea sarebbe quella di associare ad eventi musicali con il Sound System, conferenze, dibattiti, mostre fotografiche e mercatini per una maggiore sensibilizzazione e per avvicinare in particolare i contadini a questa realtà. Dalla stagione agraria 1998 infatti la coltivazione della canapa è consentita in Italia per gli agricoltori, nel rispetto ovviamente di certe condizioni, come ad esempio: deve essere seminata canapa di una cultivar compresa nell’elenco europeo delle varietà con tenore di THC inferiore allo 0,2%, certificata dal cartellino rilasciato dall’ENSE (Ente Nazionale Sementi Elette)”.

Link utili:

https://www.facebook.com/pages/Canapa-Sound/249795605132841?fref=ts

https://www.youtube.com/watch?v=rxH7LSlEX9k

https://www.facebook.com/kingkietu?fref=ts

http://www.assocanapa.org

http://www.sardiniareggae.com

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