Il Partito della Fondazione

1 Novembre 2009

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Manifesto Sardo

ll quadro è finalmente coerente ai tentativi in corso da almeno dieci anni di sottoporre la struttura formativa del sapere sociale ai privati ed alla politica, indebolendone il ruolo pubblico.
Quanto propone Maria Stella Gelmini per l’Università – ecco il collegamento con il pezzo scritto da Iaia Vantaggiato pochi giorni fa per il ‘Manifesto’ – è la conseguenza coerente di processi che sono in movimento dalla gestione di Maria Letizia Moratti nel primo governo Berlusconi: una prima sperimentazione di precarizzazione strutturata, la prevalenza di modelli aziendali a controllo politico, il parallelo e grave depotenziamento degli organi collegiali della scuola.
A essere colpita in prima battuta, con un esperimento da vivisezione sul corpo dell’anello debole del sistema terziario, l’Alta Formazione Artistica e Musicale: Accademie e Conservatori. Neanche durante il fascismo si mise a punto un sistema così privatistico e raffinato di controllo del potere politico sulla cultura. La sinistra, nelle sue forze sindacali e neppure nel mandato del Ministro Mussi, ha saputo ribaltare l’orribile serie di nomine politiche inserite a capo e dentro i consigli di amministrazione delle istituzioni.
E’ una scuola che si ribalta socialmente in nome della produttività, decidendo tramite essa (senza seri meccanismi premiali per la produttività scientifica, né la capacità di riconoscerla) sulle carriere, dando in aggiunta al corpo studentesco l’arma della vendetta anonima sul lavoro del docente precarizzato. Con la precarizzazione dei ricercatori viene consegnato un potere immenso al mondo dei baroni che si dice di voler colpire, sottoponendo i futuri (?) docenti ad un vaglio di casta peggiore che nel passato.
Le nostre istituzioni sono annichilite dall’attacco al diritto allo studio, che opera anche attraverso l’ideologia del numero chiuso e la vera pagliacciata delle prove d’ingresso.
Molte colpe anche in una sinistra che ha con ampiezza condiviso il sistema di potere baronale e le peggiori logiche della cooptazione. Una sinistra che non è stata in grado di riconoscere e praticare, in maniera prevalente, la funzione sociale della conoscenza.
La destra ha avuto il cammino spianato per costruire la fine del sistema pubblico di organizzazione dei saperi e la consegna a quel sistema delle Fondazioni da tempo strutturato da Giulio Tremonti.

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