La cooperativa A.S.A.R.P. UNO diffida la Regione Sardegna

1 Febbraio 2016
comunità_basaglia
Redazione

La Comunità Terapeutica “Franca e Franco Basaglia” della cooperativa sociale A.S.A.R.P. UNO non apre grazie alle incomprensibili lungaggini burocratiche della Regione Sardegna. La cooperativa sociale A.S.A.R.P. UNO è stata fondata dai familiari Asarp nel 1995. La comunità terapeutica riveste grande importanza per il territorio perché dovrebbe dare risposte ai bisogni terapeutici riabilitativi delle persone con sofferenza mentale.

Un mutuo bancario che strozza la cooperativa. La Cooperativa rispondendo ad una gara pubblica della ASL N°8 ha realizzato la comunità terapeutica nel centro storico di Cagliari facendo un investimento notevole per mettere a norma la struttura, attraverso un mutuo bancario che ha impegnato in prima persona gli amministratori della Cooperativa.

La Regione blocca un luogo che porterebbe benessere alle persone con sofferenza mentale. Da agosto 2014 la Cooperativa paga l’affitto della struttura e tutte le utenze, e da febbraio 2015 le rate di mutuo bancario acceso per i lavori di ristrutturazione e adeguamento alle norme regionali dell’immobile. Oltre alle polizze fideiussorie richieste dalla ASL 8 per la partecipazione e l’aggiudicazione della gara d’appalto. Nel marzo 2015, la Cooperativa ha presentato istanza per ottenere la compatibilità che è stata rilasciata nell’agosto del 2015. Nello stesso mese è stata presentata l’istanza per l’ottenimento dell’autorizzazione al funzionamento. Ed è qui che la questione diventa misteriosa.

La cooperativa paga costi altissimi a causa della burocrazia della Regione. Il 10 novembre (a distanza di 3 mesi dall’apertura formale dell’istruttoria) i funzionari dell’Assessorato alla Sanità procedono al sopralluogo della struttura. Mancano alcuni allegati che la Cooperativa consegna agli uffici competenti il 3 dicembre. Questa documentazione viene “visionata” i primi di gennaio 2016 e trasmessi alla Commissione tecnica competente. Con sorpresa, la Cooperativa riceve ulteriore richiesta di documentazione in data 26 gennaio 2016. La Cooperativa consegna quanto ulteriormente richiesto e si aspetta la fine di tale istruttoria. Ma la questione non finisce qua. Il funzionario Ing. Guidetti  (Responsabile del Procedimento) informa che la pratica deve tornare in Commissione che si riunirà il 24 febbraio. In tutto questo frattempo, la Cooperativa continua a pagare (senza alcuna entrata) spese considerevoli con gravi conseguenze.

Poiché tali lungaggini sono per gli amministratori della Cooperativa assolutamente incomprensibili (una istruttoria non può durare sette mesi), si è deciso di dare mandato ad un legale perché proceda nei confronti della Regione Sardegna per tutelare la Cooperativa. Senza il decreto di autorizzazione al funzionamento, la Cooperativa non può firmare il contratto con la ASL per l’avvio della Comunità.

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