La Vetreria di Pirri celebra il due giugno con “Aria di libertร ”, il nuovo spettacolo del Cada Die Teatro con Giancarlo Biffi
31 Maggio 2026
[Rita Atzeri]
La ๐๐๐ฉ๐ฎ๐๐๐ฅ๐ข๐๐ ๐ข๐ญ๐๐ฅ๐ข๐๐ง๐ festeggia il suo ๐๐ยฐ ๐๐ง๐ง๐ข๐ฏ๐๐ซ๐ฌ๐๐ซ๐ข๐จ ed a celebrarla รจ il teatro attraverso il nuovo spettacolo di e con Giancarlo Biffi, ย ๐จ๐๐๐ ๐ ๐ ๐ณ๐๐๐๐๐๐ฬ, che dopo una serie di anteprime, debutta ufficialmente a La Vetreria, a Cagliari, all’interno della Rassegna di teatro all’aperto ๐๐จ๐ญ๐ญ๐จ ๐๐ฎ๐๐ฌ๐ญ๐จ ๐๐ข๐๐ฅ๐จ ๐๐๐๐, m๐๐ซ๐ญ๐๐๐ขฬ ๐ ๐๐ข๐ฎ๐ ๐ง๐จ ๐๐๐๐ alle ๐จ๐ซ๐ ๐๐:๐๐.
Lo spettacolo scritto ed interpretato da Giancarlo Biffi, si avvale di musiche e regia di Mauro Mou, vuole essere, come recita il programma di sala, un omaggio alla generazione che, uscita dalla dittatura, ha saputo edificare uno Stato repubblicano e democratico senza aver mai abitato le piazze della democrazia.
Giancarlo Biffi, regista, attore e autore, direttore artistico del Cada Die Teatro e del Centro dโArte La Vetreria, porta in scena con delicatezza e forza una storia, che ti coinvolge fin dalle prime battute. La storia di Elie e Lucio, lei staffetta partigiana, testimone della battaglia lungo il fiume Adda di fine aprile del 1945, lui, militare dellโaeronautica, dato per disperso dal settembre del 1943 e internato per due anni nei lager nazisti. Lucio, militante comunista, fedele al Partito di Palmiro Togliatti. Elie, attivista cattolica, aderente alla Democrazia Cristiana di Alcide De Gasperi. Vite parallele che pure nei tragici avvenimenti della Resistenza li portano a conoscersi, innamorarsi e sposarsi, proprio nella data del 2 giugno: la Festa della Repubblica.
Biffi da voce a tutti i protagonisti della vicenda, le parole muovono il corpo dellโattore e ne trasfigurano il volto, quando gli avvenimenti narrati celebrano il coraggio e il senso di responsabilitร di chi ha traghettato un Paese fuori da una dittatura, riuscendo a costruire da zero una democrazia stabile, pur non avendone mai sperimentato le pratiche, i diritti e le libertร nella vita di tutti i giorni.
Di questo spettacolo a tratti commovente parliamo proprio con il suo ideatore ed interprete.
Giancarlo come nasce l’idea dello spettacolo?
L’idea nasce, come sempre da unโurgenza, da una promessa e da un profondo debito di gratitudine. ร scaturita dall’ostinata e difficile ricerca dei ricordi di mia madre Elie, che prima di lasciarci, riferendosi all’Italia, mi domandava e si domandava spesso: โMa poi lโabbiamo davvero liberata?โ. Questa domanda mi รจ rimasta dentro per anni, spingendomi a dedicare un tributo alla generazione delle nostre madri e dei nostri padri. Una generazione straordinaria che, uscita dalla dittatura, ha saputo edificare uno Stato repubblicano e democratico senza aver mai prima “abitato” le piazze della democrazia.
La messa in scena di “Aria di libertร ”, prodotta con il Cada Die Teatro, รจ nata cosรฌ: dal bisogno di mostrare come i destini personali e le “piccole storie nobili” di gente comune si intreccino indissolubilmente con la grande Storia della nascita della nostra Repubblica. Un passaggio epocale simboleggiato anche da quella data, il 2 giugno, che i miei genitori scelsero poi come giorno per il loro matrimonio, unendo per sempre il loro destino a quello del Paese.
Quanto di autobiografico possiamo trovare in questa storia?
In questa storia c’รจ tutta la mia vita, la mia carne e le mie radici piรน intime. Elie e Lucio, i due ragazzi protagonisti di questo viaggio, sono i miei genitori. Lei, una giovanissima staffetta partigiana; lui, un militare dell’aeronautica dato per disperso dopo l’8 settembre del ’43 e internato per due anni nei lager nazisti.
Ma non ci sono solo loro. Ci sono i racconti sussurrati a fatica da mia nonna Carmela e da mia zia Sandra sulla tragica morte di loro fratello, Giacomo Brembati, vittima civile a Canonica d’Adda nell’aprile del 1945. ร una storia totalmente mia che, attraverso la scrittura e la scena, si apre per diventare la storia di tutti. Come scrivo nella presentazione del libro pubblicato dalle Edizioni Segnavia: sono le vicende di una giovane donna e di un giovane uomo che, con i loro sacrifici, atti e speranze, hanno reso possibile che io sia quello che oggi sono.
Quale relazione si รจ creata tra testo e messa in scena?
Una relazione di reciproca necessitร : il testo scritto e la parola viva sulla scena si nutrono a vicenda. Le pagine del libro (Edizioni Segnavia) hanno trovato il loro naturale e necessario sviluppo in questo monologo teatrale. Io scrivo per la scena, e sulla scena la parola ha bisogno di farsi corpo, respiro e suono.
In questo processo di trasposizione รจ stato fondamentale il lavoro di squadra all’interno del Cada Die Teatro, in particolare con la regia e le musiche originali di Mauro Mou e la cura di luci e fonica di Emiliano Biffi. Senza di loro, molte parole di questo libro non avrebbero mai trovato la propria voce. Le atmosfere sonore non sono un semplice accompagnamento, ma una vera e propria spalla drammaturgica che mi sostiene in questo viaggio nella memoria.
Infine, la relazione piรน bella si compie con il pubblico: la risposta straordinaria degli spettatori, che a fine replica ci lasciano decine di cartoline scritte a mano, dimostra che il teatro รจ ancora quel luogo unico e analogico in cui il testo si fa carne e la memoria si fa presente, viva e condivisa.







