Per una educazione democratica in Sardegna
31 Maggio 2026
[Andrea Corrias]
Giovedì 28 maggio, a Carbonia, alla presenza del Sindaco Pietro Morittu e dell’Assessore all’Ambiente Manolo Mureddu, con la piantumazione di alberi da frutto e piantine di pomodoro, sono iniziate le attività che gli studenti dell’IIS “Beccaria -Loi” svolgeranno in un appezzamento del Parco comunale di via Cannas dedicato al progetto scolastico “Biodiversità e inclusione contro la dispersione”.
Il progetto tenta di mettere in moto un processo di moltiplicazione di pratiche di autogoverno della comunità. Più che l’estensione del suffragio universale sono queste pratiche la vera essenza della democrazia. Esse realizzano e celebrano un fare insieme; non una generica co-appartenenza, bensì una co-attività da cui scaturisce un sapere condiviso continuamente alimentato e rinnovato dai membri della comunità che partecipano al processo, idealmente da tutti i membri della comunità.
Il progetto è volto a generare nuove soggettività personali e collettive. E’ un modo concreto di introdurre e accompagnare le giovani generazioni nella costruzione di un ambiente di vita realmente in comune, una forma di convivenza autenticamente democratica. E’ un modo concreto di coltivare la prospettiva dell’inclusione lavorativa e sociale: coloro che hanno maggiore dimestichezza col lavoro manuale troveranno migliori opportunità nel lavoro sul campo; chi invece ha più attitudine per il lavoro intellettuale potrà dare un contributo più importante allo sviluppo ulteriore del progetto, con la programmazione di nuove attività e con l’allargamento e l’approfondimento della ricerca sottostante.
Per ciascuno, tuttavia, sarà importante fare esperienza di entrambi i ruoli. Nello specifico, si tratta di coltivare le terre comunali con le agro-biodiversità valorizzate da “IncoMunis”, la comunità del cibo della Sardegna sud-occidentale volta ad alimentare la ristorazione pubblica e, in particolare, le mense scolastiche. Per l’IIS “Beccaria – Loi” si tratta di continuare a coltivare la Lenticchia nera di Calasetta (in autunno verrà trapiantata nel Parco comunale) e, in prospettiva, le altre risorse del repertorio regionale della biodiversità tutelata: facussa di Carloforte, fagiolo bianco di Terraseo, cece di Musei, cipolla di san Giovanni Suergiu, pecora nera di Arbus e maialino sardo.
E’ significativo sottolineare che il processo comincia con la semina su semenzaio da parte degli studenti con disabilità. Il terreno comunale di riferimento fa parte del Parco urbano della golena del Rio Cannas situato in prossimità del Parco delle domus de janas di Cannas di Sotto. Al termine della giornata inaugurale, dopo aver messo a dimora sei piante da frutto e un filare di piantine di pomodoro (da semi antichi), studenti e docenti hanno visitato l’importante sito archeologico. E’ appena il caso di ricordare che dal luglio del 2025 le domus sono parte del patrimonio mondiale tutelato dall’Unesco. E’ particolarmente significativo anche ricordare anche che la “Rivoluzione del Neolitico” – il periodo in cui furono costruite le domus de janas – è la scoperta dell’agricoltura che ha comportato la transizione dalla vita monade a quella stanziale.
E’ altresì degno di sottolineatura che, la deposizione dei defunti nel grembo della dea madre aveva probabilmente il significato di chiedere alla dea, e al dio toro, scolpito in rilievo all’interno di molte tombe come “protome taurina”, di propiziarne la rinascita ad una nuova vita. Verosimilmente queste idee avevano la loro scaturigine nell’esperienza di morte e rinascita dei semi nuovi, del nuovo frutto, di una nuova pianta. In prospettiva, si potrà programmare un trekking per collegare il Parco di Cannas di Sotto con la domus de janas di Monte Crobu. In futuro si potrà forse far segnalare il percorso con la cartellonistica del Cammino Minerario di Santa Barbara. Si potrà di certo attivare un circuito di condivisione dei semi antichi coinvolgendo anche le altre scuole e i disoccupati della città e del territorio. Una delle piante che è stata messa a dimora è stata donata dall’Associazione “Le Ali di Mattia Odv”. E’ stato un modo di ricordare un ragazzo che proprio nei pressi del terreno comunale ha deciso di lasciare prematuramente questa vita. Idealmente sarà un modo di coinvolgere Mattia nella prosecuzione dei lavori scolastici.
Inclusione (lavorativa e sociale), intrapresa sociale, riscoperta dell’agricoltura, produzione di cibo nei terreni comunali, costruzione della comunità e della democrazia, sinergia con altri progetti, organizzazione di eventi, studio della storia e della geografia della Sardegna, costruzione di reti tra istituzioni, scuole e associazioni, sono alcuni degli ingredienti salienti di un innovativo progetto formativo. L’educazione democratica si istituisce come bene comune che valorizza altri beni comuni (compreso il sapere collettivo), che costruisce in pubblico uno spazio collettivo di condivisione e innovazione (relazionale e progettuale). E’ un processo collettivo e collaborativo di ricerca-azione che si lega al territorio. E’ un processo artistico e creativo secondo lo stile di Maria Lai, Costantino Nivola e Pinuccio Sciola (https://ilgiornaledellarte.com/Mostre/Ulassai-larte-che-si-costruisce-nel-dialogo-con-il-territorio). Nella foto si può vedere l’installazione intitolata “La dea madre e il dio toro generano nuovi contadini” che nella giornata inaugurale del 28 maggio è stata posizionata all’interno del terreno comunale; essa rappresenta un modo estremamente sintetico di richiamare tutte le dimensioni del progetto. Da ultimo, non sembra inutile sottolineare che il progetto in discorso prenda le mosse da una profonda analisi del contesto territoriale.
Basti per ora richiamare le analisi del Dipartimento di Medicina del Lavoro dell’Università di Cagliari, documentate dal Gruppo di Intervento Giuridico (https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2021/06/20/taranto-e-portoscuso-i-metalli-pesanti-inquinano-i-bambini-nel-silenzio/), che ci ricordano che un campione di bambini del vicino Comune di Portoscuso presenta un profilo cognitivo sotto la media a motivo della presenza di un eccesso di metalli pesanti nel sangue, oppure l’articolo del dott. M. Marrocu, sul giornale della Provincia del Sulcis Iglesiente ( Anno XXIX, N. 378, 31 maggio 2024), che denuncia una importante incidenza di patologie tumorali, ovvero l’inchiesta giornalistica di Slow News (https://www.slow-news.com/serie/il-cammino-del-sulcis/sulcis-portoscuso-dati-inquinanti-jtf) che segnala che in prossimità del Polo Industriale di Portoscuso i valori dei cancerogeni sono molto sopra la soglia della legalità. Quello di cadmio, per esempio, supera di 24.000 mila volte la soglia di legge.
L’ipotesi che facciamo è che sia il caso di investire seriamente sull’educazione per cambiare questo andazzo che nel Sulcis-Iglesiente perdura da oltre cinque decenni. Con buona pace dei più. Soprattutto di coloro che gestiscono da anni, ovvero che hanno l’ambizione di gestire per anni, una rendita di posizione.
Per rovesciare questo stato di cose, sarà necessario articolare nei diversi territori della Sardegna la questione educativa nell’ambito di una nuova legge regionale dell’istruzione e formazione professionale, dare impulso alle nuove forme di un’educazione autenticamente democratica (C. Laval, F. Vergne, 2022) e implementare, a tutti i livelli del sistema educativo, processi di “orientamento 5.0” per costruire società inclusive, eque e sostenibili (M. Pitzalis, L. Nota, 2025).







