Rete aeroportuali: l’isola impari dall’Emilia-Romagna
17 Maggio 2026
[Roberto Mirasola]
Mancano ormai pochi mesi alla possibile nascita della rete aeroportuale sarda. L’ormai noto term sheet pone come data ultima per il raggiungimento dell’accordo il 30 settembre. Ormai ci siamo.
Più volte ho ribadito che, dopo le perplessità iniziali, ho rivisto la mia posizione concordando sull’utilità della nascita di una rete che superi lo stato attuale, iniziando a ragionare come un unico sistema fra gli aeroporti. Sono convinto che le autorizzazioni degli enti competenti debbano essere accettate, così come è opportuno che sia, vista la presenza della RAS.
Va però detto che l’operazione sta nascendo nel silenzio più totale; o meglio, da più parti vengono riportate sollecitazioni ad avere maggiori informazioni, ma ad oggi l’unica parte audita in commissione è l’assessora ai trasporti. Troppo poco. L’aeroporto è un’infrastruttura centrale nello sviluppo, anche economico, dell’isola e il fatto che nella trattativa sia presente la RAS fa sì che si debba essere consapevoli che la trasparenza è d’obbligo.
In Italia esiste un esempio virtuoso al riguardo: l’Emilia-Romagna. Il coinvolgimento delle parti sociali (sindacati confederali, cooperative e associazioni industriali) è un pilastro fondamentale della legge della Regione Emilia-Romagna per la nuova rete aeroportuale integrata. L’obiettivo che accomuna tutti i soggetti interessati è la “specializzazione”, nel senso di valorizzare la vocazione di ognuno dei quattro aeroporti emiliano-romagnoli (Bologna, Rimini, Parma e Forlì) senza creare competizione, ma dando vita a una “rete”. Posso dire, in estrema sintesi, che sono gli stessi obiettivi che fanno parte del progetto sardo.
Sono convinto che si possa sempre rimediare, coinvolgendo i portatori di interesse e aprendo le porte del Consiglio regionale o, quantomeno, della Commissione trasporti. Il rischio è che aumenti il malcontento e che si possa fraintendere la bontà dell’operazione, perché, realisticamente, mancano le necessarie informazioni. Del resto, il term sheet era visto come l’inizio di un percorso che deve seguire i passaggi necessari affinché nasca veramente un’opportunità per la nostra isola.
Roberto Mirasola, dirigente regionale Sinistra Futura







