Una “parziale vittoria” per il diritto allo studio

1 Luglio 2020
[Roberto Loddo]

Una “parziale conquista” così la definiscono il gruppo di studentesse e di studenti che sono riusciti ad ottenere la riapertura delle cucine della casa dello studente. Questo nuovo movimento studentesco basato sull’autorganizzazione è riuscito nell’intento di ottenere l’abolizione del divieto di superare le 48 ore di assenza dagli alloggi e anche il ripristino delle reti wi-fi.

Una vittoria contro le assurde decisioni dell’Ersu che è stata ottenuta grazie ai mesi di lotte e mobilitazioni culminate poi con l’occupazione della mensa di via Trentino portata avanti in questi tre giorni. Questo nuovo movimento studentesco ha annunciato di voler continuare a lottare per la piena attuazione del diritto allo studio, evidenziando il carattere indipendente e distante dalle storiche associazioni studentesche universitarie (Progetto Studenti, Reset Unica, Azione Universitaria, Unica 2.0). Il movimento ha inoltre lanciato una dura critica a tutte le organizzazioni che “hanno tentato di rivendicare come propri i risultati ottenuti per una becera propaganda elettorale”.

L’associazione studentesca Reset UniCa ha partecipato ieri all’incontro organizzato dal Presidente dell’ERSU Camoglio. La riunione aveva lo scopo di discutere con l’Ente delle varie misure che verranno messe in atto nel periodo cosiddetto post-CoVid e di alcune problematiche attuali come il clamoroso ritorno degli idonei non beneficiari. “Non abbiamo mai disertato sit-in, manifestazioni e occupazioni. C’eravamo al primo sit-in sotto l’ERSU, c’eravamo la seconda e la terza volta. Eravamo presenti nei due giorni di occupazione della mensa di Via Trentino, anche se nessuno di noi è rimasto lì a dormire” dichiarano in una nota le studentesse e gli studenti di Reset UniCa che rispediscono al mittente le gravi accuse del movimento degli occupanti e ritengono che in nessun momento ci sia stata la volontà di sottrarre meriti alle lotte: “Rimandiamo al mittente la provocazione di chi vuole creare divisione laddove si dovrebbe lavorare insieme, di chi non ha altri argomenti se non la sterile delegittimazione del lavoro degli altri e non vuole intraprendere un dialogo rispettoso e decoroso con noi e continueremo ad esserci in questa battaglia perché anche noi siamo studentesse e studenti, anche noi siamo fuorisede, anche noi abbiamo subito le stesse identiche ingiustizie”.

Anche l’associazione studentesca Unica 2.0 ieri mattina ha partecipato al tavolo organizzato dal consiglio degli studenti con alcuni dei vertici dell’Ersu e ha manifestato assoluta distanza e contrarietà dalle risposte che si sono definite in quel tavolo definendole in una nota “una scelta tardiva che appare come una dimostrazione di come spesso gli studenti riescano a ottenere delle risposte solo quando l’amministrazione viene sferzata dall’azione studentesca”. Unica 2.0 nella sua nota rende merito agli studenti e alle studentesse che hanno organizzato il presidio di via Trentino per pretendere ascolto e l’accoglimento delle loro richieste e conclude evidenziando che “Unica 2.0 non rivendica alcuna vittoria, perché alcuna vittoria definitiva è stata ottenuta”.

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