Giganti uniti

1 Luglio 2012


manifesto sardo

Il manifesto sardo sostiene e talora promuove le battaglie a difesa dell’ambiente e dei beni culturali, in particolare della Sardegna. Accompagnandole con elementi di approfondimento – vi ricorderete Tuvixeddu, ora disponibile in ‘dossier’ – sviluppati e proposti da studiosi e operatori del settore. Ecco perciò un numero speciale dedicato al caso ‘Monte Prama’, il progetto di valorizzazione museale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e dei suoi organi regionali che prende forma nell’agosto del 2010,  con scritti di Giulio Angioni, Paolo Bernardini, Fabio Isman, Marcello Madau, Giuseppina Manca di Mores e Carlo Tronchetti: le riflessioni spaziano dalle ragioni dei contesti agli aspetti museologici, dai temi della valorizzazione a quelli del paesaggio e della politica dei ‘commons’.

Ecco il sommario
Giganti in mostra (Giulio Angioni)
Il giudizio di Salomone (Paolo Bernardini)
Arti rubate (Fabio Isman)
Divisione al quadrato negativa (Marcello Madau)
Il valore dei luoghi (Giuseppina Manca di Mores)
Un circuito un po’ più stretto (Carlo Tronchetti).

Un processo perverso sta costruendo l’imperdonabile divisione in più sedi dell’eccellente complesso scultoreo, denunciata da migliaia di cittadini. Un’idea nella quale emergono i tratti di visioni antiquarie, manageriali e finanziarie tipiche dei ‘progetti forti’ non a caso inseribili nella logica Invitalia e Arcus (si veda per queste due realtà gli articoli ‘Zigantes‘ e ‘ Guerrieri con l’Arcus ‘), coordinata dal super manager Mario Resca, che ha concluso il suo mandato nei giorni scorsi. Sono visioni ben più vaste delle diverse appartenenze, ma che pure sono conseguenti ad una precisa ambientazione politica: quella del mandato del Ministro per i Beni e le attività culturali Sandro Bondi.
Ma il protocollo d’intesa fra Stato, Regione e Comune di Cabras è il segno di una scarsa lungimiranza della politica sarda verso i temi culturali e paesaggistici e la divisione in atto.

In questi giorni viene smontata la mostra del Centro Regionale di Restauro di Li Punti, presso Sassari, per sottoporre le statue a scansioni digitali. A settembre i materiali verranno spostati un po’ a Cagliari e un po’ a Cabras.
Rispetto ai ‘rassicuranti’ obiettivi del protocollo d’intesa – “solo” tre statue, una per tipo, a Cagliari, e un modellino di nuraghe, e tutto il resto a Cabras – cosa di fatto oggi irrealizzabile, ci si avvia in realtà alla cosiddetta ‘prima fase’, di durata imprevedibile e a forte rischio di stabilità: sei statue a Cabras, tre + un modellino di nuraghe (selezionate per valore artistico!) a Cagliari.
Le altre dove andranno? Dalle notizie in nostro possesso, rischiano concretamente ancora un ‘magazzino’, a Cabras o a Cagliari.
Noi siamo convinti che tutto il complesso archeologico di Monte Prama debba essere esposto a Cabras; che ci debba essere un contenitore museale adeguato al tema e alla sua natura; che questa debba essere la vera priorità progettuale; che le copie debbano andare a Cagliari, nella prevista sala espositiva dedicata all’ “esperienza plurimillenaria della plastica a figura umana” (un’esposizione che avremmo comunque preferito come mostra, e non come traccia stabile: troviamo infatti assai eloquente, e non meno grave, che si pensi ad una sala di un museo nazionale stabilmente destinata ad un’evoluzione tipologica, e che per essa si pensi, come ad un tributo borbonico, di prendere la statua più bella di ogni tipologia riconosciuta).
I ‘giganti’ restino uniti (dobbiamo questa suggestiva definizione all’amica Bastiana Madau, e l’abbiamo volentieri impiegata nel titolo).
Vi ricordiamo infine la petizione – cliccate il link – lanciata per protestare e se possibile fermare questa scelta, promossa da Marcello Madau, Carlo Tronchetti, Fabio Isman, Mario Torelli, Giulio Angioni, Paolo Bernardini, Alberto Moravetti, Marco Milanese, Giuseppina Manca di Mores, Emanuela Atzeni, Franco G.R. Campus, Alberto Gavini, Valentina Porcheddu, Luca Sanna, Laura Soro. Generazioni e ruoli diversi, in gran parte archeologi (nomi prestigiosi, titolari di cattedre, archeologi strutturati, liberi professionisti e precari, antropologi, grandi giornalisti). Hanno sinora aderito oltre settecento persone, sia firmando la petizione sia frequentando l’evento Facebook appositamente creato.
Firme di ogni colore politico,  donne e uomini che ringraziamo: sono anche le loro appartenenze molto diverse che ci confortano.
Altri nomi – con grande sensibilità, della quale siamo grati e consapevoli – si sono aggiunti, prestigiosi orientalisti come Mario Liverani, il Magnifico Rettore dell’Università di Sassari Attilio Mastino, e se ne stanno aggiungendo, come Sandro Filippo Bondì, Eugenia Equini, Mario Liverani, Daniele Manacorda, Elena Pierro, Giuseppe Pucci, Maria Josè Strazzulla, Maurizio Tosi, Peter Van Dommelen, Cinzia Vismara, Assotecnici. Mario Torelli è intervenuto in un’intervista su ‘La Nuova Sardegna’. RAI Tre ci ha dedicato un servizio: a 16’35” del video qua linkato.

Ringraziamo anche il Soprintendente Minoja, che ha ritenuto di voler contattare personalmente tutti i firmatari presenti nel suo indirizzario.

Ringraziamo, infine, soprattutto gli archeologi liberi professionisti e i precari, per i quali – pur conoscendo l’apertura collaborativa delle Soprintendenze sarde – esporsi in una posizione critica verso un progetto della massima istituzione della tutela è un gesto di cittadinanza attiva e di coraggio al quale dedicheremo una speciale attenzione.

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